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![]() Quanto a vampiri, licantropi e altre creature della notte di questi tempi abbiamo assistito a una vera e propria invasione, causata dalle mode del momento, sia sullo schermo che, soprattutto, in forma cartacea. Avendone quindi avuto abbastanza anche solo in modo indiretto, avrei senz'altro ignorato e lasciato passare questo Dance in the Vampire Bund; tuttavia l'attenzione è arrivata lo stesso per via delle modalità con cui questo titolo è arrivato dalle nostre parti, ma di questo se ne parlerà più avanti.
Lo spunto di Vampire Bund è senza dubbio interessante: cosa accadrebbe se tutto a un tratto i vampiri, considerati finora delle creature che vivono solo nelle leggende, si rivelassero al mondo reclamando anche una terra per vivere con il genere umano “alla luce del sole”? Portavoce e leader delle oscure genti è Mina Tepes, vampiressa pluricentenaria ma con l'aspetto di una ragazzina dai lunghi capelli biondissimi, che con intrighi più o meno subdoli cerca di costruire una propria federazione in un isola sul territorio giapponese.
Tra gli stupiti e preoccupati umani si muove il giovane Akira, un ragazzo all'apparenza normale ma privo di ogni ricordo del passato a causa un incidente, il quale si rivelerà legato alla principessa Mina per via di una misteriosa promessa.
Superato il primo approccio più attuale e realista, la storia virerà velocemente sullo scontro fra la fazione guidata dalla Principessa e da altre organizzazioni di vampiri, che non vedono di buon occhio l'uscita allo scoperto della loro specie. Di pari passo vedremo svilupparsi il rapporto, che si potrebbe dire “abbastanza movimentato”, fra Akira e Mina.
Nel complesso lo svolgimento degli eventi è piuttosto frenetico, con l'azione che nella prima parte della serie si sposta velocemente da un luogo all'altro senza neanche disdegnare l'uso di flashback. Nella seconda parte invece l'intreccio è sicuramente più regolare.
Come personaggi Vampire Bund ha un cast discretamente ampio ma, a mio parere, nessuno di essi riesce a bucare lo schermo in modo particolare. Neanche la stessa principessa Mina, su cui inevitabilmente l'attenzione va a calare, riesce nell'intento. In potenza sarebbe stata una figura dall'indubbio carisma (la regina dei vampiri lo è per antonomasia), ma il caratterizzala nell'aspetto come una ragazzina, per soddisfare forse qualche lolicon, e nel carattere come una tipa lunatica e scostante ne riducono di molto l'appeal. Molto più affascinante in questo senso sarebbe Vera, la prima attendente di Mina, ma purtroppo resta sempre in secondo piano e la sua figura non viene approfondita.
Tecnicamente siamo di fronte a un prodotto che si colloca nella media; il chara è un po' a metà strada fra uno stile realistico e uno più moe, non è brutto ma potrebbe non piacere. Le musiche invece non lasciano molto il segno, ma resta comunque da segnalare la molto orecchiabile opening Friends, che facilmente rimane nella mente e si lascia canticchiare anche a molto tempo di distanza dalla visione.
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