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Incontriamo oggi per la nostra rubrica dedicata al cosplay una delle icone del cosplay italiano, Francesca Dani. La mia passione per il cosplay è nata quasi per caso: 12 anni fa una mia amica mi chiese di affiancarla durante una manifestazione in cosplay, Lucca Comics 1998, prima di allora non sapevo neanche che cosa fosse. Mi sembrava una cosa così strana ed io, che all’epoca ero molto timida, feci molta fatica a presenziare all’evento vestita da Sailor Moon: tutte quelle persone che mi guardavano e mi facevano le foto, ero stranita e mi sono vergognata tantissimo! Avevo giurato che sarebbe stata la mia prima e ultima volta, stare “sotto i riflettori” non era una cosa che allora mi piaceva e il mio carattere timido mi incitava a non fare più una cosa del genere, l’avevo fatto solo per far piacere alla mia amica. Tuttavia, dopo 12 anni sono ancora qui: qualcosa sarà cambiato no? :)
Negli ultimi anni ti sei fatta un nome nell'ambito del cosplay, in Italia e fuori dal bel Paese,tanto da arrivare a rappresentare l'italia addirittura a dei mondiali di cosplay! parlaci della tua esperienza Si, l’esperienza al World Cosplay Summit 2005 è stata bellissima e porto ancora nel mio cuore un bellissimo ricordo che non dimenticherò mai. Assieme alle altre 3 ragazze selezionate, Giorgia, Emilia ed Elena, abbiamo lavorato per molti mesi sia ai costumi che alle nostre performance e quell’anno la giuria ha decretato la nostra vittoria. Non ce lo saremmo mai immaginate e invece siamo tornate in Italia con il titolo di vincitrici. Come vivono i tuoi amici il fatto che tu faccia cp? condividi con loro questa passione? Più che altro condivido la mia passione per il cosplay con il mio ragazzo Masaki che anche lui ha fatto cosplay qualche volta. Lui mi aiuta nella realizzazione di alcuni miei costumi, io mi occupo della parte “sartoriale” e quando ce n’è bisogno lui si occupa della supervisione alla realizzazione di parti un po più complesse come quelle in vetroresina, in cui purtroppo io non sono ferratissima.
Quali sono stati i cp più particolari? quelli che sono stati i più difficili da realizzare, quelli a cui sei maggiormente affezionata? Sicuramente quello a cui sono più affezionata è il mio primissimo cosplay, quello di Sailor Moon, fatto in soli 3 giorni con avanzi di stoffa che avevo in casa. Lo tengo in un cassetto come cimelio, è un po l’icona di quello che mi ha consacrata nel mondo del cosplay. Un bel ricordo insomma. Quello più difficile da realizzare per adesso è stato Hilda di Polaris, io e Masaki facevamo le nottate a lavorarci sopra, avevamo poco tempo, costume fatto in sole due settimane a ridosso della partenza per l’ “Anime Expo Evolution” a Santiago del Cile. Come sempre mi riduco a fare tutto negli ultimi giorni! Non imparerò mai a gestire meglio le tempistiche di lavorazione! La soddisfazione più grande che hai vissuto nel mondo del cosplay? Apparte la partecipazione al World Cosplay Summit del 2005, una bella soddisfazione è stata quando mi hanno chiamata in Brasile a San Paolo nel 2007, per il lancio del manga “Death Note”. Per quell’occasione avevo preparato una performance introduttiva in cui ero vestita da Misa Amane e mi muovevo sulle note dell’OST dell’anime in una performance molto “esoterica”, come piacciono a me! :)
Abbiamo visto che il mondo del cosplay è quantomai variegato e molti prendono ispirazione da programmi tv, oppure da videogiochi, tu a cosa ti ispiri particolarmente? Bhe, io alla fine non mi ispiro a niente di particolare, realizzo i miei cosplay in base alle mie preferenze dei personaggi. Quando ero bambina avrei sempre voluto indossare i panni delle mie eroine ed è un po quello che sto facendo oggi a distanza di molti anni. Anche se sono un po “vecchiotta” mi piace realizzare i miei sogni di un tempo. :)
Fortunatamente la mia vita è molto impegnata, dico fortunatamente perché amo il mio lavoro, la mia famiglia, il mio ragazzo e tutto quello che mi ruota attorno quotidianamente e a cui do la primaria importanza e la priorità. Il cosplay per me è un piccolo hobby che mi posso permettere di fare solo nei momenti liberi che sono veramente pochi. Attualmente non riesco a permettermi di realizzare più di 3-4 cosplay all’anno.
Il cosplay ha influenzato la tua vita? Se si, come? Se dicessi di no sarei una bugiarda. Certo, il cosplay ha influenzato un po la mia vita, ma non troppo. Una delle cose che ringrazio al cosplay è quella di avermi fatto conoscere il mio ragazzo Masaki. Se non avessimo frequentato lo stesso tipo di ambiente non l’avrei mai conosciuto. J La prossima sarà il “Festival del Fumetto” a Novegro a febbraio, poi espatrierò di nuovo verso gli Stati Uniti e poi in Irlanda. Sono una viaggiatrice, di rado mi si vede in Italia.
Io ho “vissuto” gli albori del cosplay: 12 anni fa eravamo pochissimi a praticarlo, mi ricordo che alle prime gare c’erano soltanto 25-30 iscritti e i cosplayers in fiera si potevano contare sulle dita di quattro mani. Adesso la situazione è cambiata: io non frequento più gli ambiti fieristici italiani ma so che al giorno si contano centinaia e centinaia di cosplayers in fiera. E’ una moda. La moda del momento. E sicuramente questa moda passerà, come tutte. E’ un cerchio che si chiude, c’è stato l’inizio, c’è stato il picco massimo e ci sarà anche una fine.
Un buon consiglio che posso dare a chi vuole iniziare a praticare il cosplay è quello di guardare il lavoro degli altri: io quando ho in mente di realizzare un cosplay faccio prima una ricerca visiva su internet, guardo i costumi realizzati dagli altri, le tecniche che hanno usato, i particolari ecc. C’è un sacco di cosplayers bravissimi in tutto il mondo e la miglior cosa per perfezionarsi è proprio quella di osservare il meglio del meglio. :) Buona fortuna a tutti!
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