Intervista a Giorgia Vecchini, icona del Cosplay in Italia
Cosplay
Scritto da annalisa   
Mercoledì 03 Marzo 2010 20:19

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Incontriamo oggi per la nostra rubrica di Cosplay la mitica Giorgia Vecchini (piu conosciuta come Giorgia Cosplay) famosissima cosplayer Italiana, oramai diventata un icona per tutti i Cosplayers italiani. Giorgia ci ha concesso una bellissima intervista corredata da una stupenda gallery,su alcuni dei suoi più famosi cp, estratti dalle stupende gallery presenti sul suo sito web ufficiale
Ciao Giorgia, parlaci di te, ovviamente vogliamo sapere come hai iniziato la tua attività di Cosplayer?
Il mio primo costume, quello di Sailor Mars, risale al lontano 1997.
Eravamo davvero in pochi allora a girare per le fiere nei panni dei nostri personaggi preferiti, e nemmeno sapevamo che questo hobby fosse già stato codificato come “cosplay” e che in Giappone, sua patria d’origine, fosse una pratica dilagante già a partire dai primi anni novanta.

 

In realtà, siccome alla manifestazione di fumetti e  animazione per eccellenza che è Lucca Comics, era pratica usuale per i ragazzi dediti ai vari Giochi di Ruolo vestirsi come i loro personaggi, anche noi amanti dell’animazione e dei manga pian piano abbiamo iniziato a presentarci con i nostri personalissimi costumi, in cosplay appunto. Quello che era nato per essere un approccio divertente con cui girare assieme ad altri amici per queste convention è diventato col passare del tempo uno dei miei hobby principali, considerato che oramai non mi limito solo a presenziare alle fiere, ma spesso collaboro nell’organizzazione e nella conduzione di questi contest..
Da lì a qualche anno questo fenomeno sarebbe esploso facendo aumentare sempre di più il numero
di appassionati che si avvicinano a questo mondo, arrivando a contare nelle gare dedicate anche  più 400 partecipanti !


Come è cambiato il mondo del Cosplay da quando hai iniziato?
Innanzitutto siamo molti ma molti di piu!
E soprattutto man mano che l’hobby si diffonde si alza anche il livello delle creazioni.
Grazie a e bay ora è piu facile recuperare materiali, props, parrucche e oggettistica varia che rende il cosplay perfetto, ma che fino a pochi anni fa era impensabile avere a meno di non spendere cifre folli e andarle a recuperare direttamente in loco.
Il cosplay in Italia è praticato in maniera continua forse da un paio di centinaia di ragazzi/e.
Ma anche tra i cosplayer occasionali si vedono buoni lavori, sebbene, è evidente che solo con l’impratichirsi, quindi solo con una certa continuità, si ottengano risultati di un certo livello.
La qualità dei cosplayer italiani è molto altalenante a mio avviso. Generalizzando possiamo dire che ci sono alcuni veterani che sono sempre una garanzia di qualità, ma molti adolescenti che si avvicinano a questa passione, lo fanno esclusivamente per divertirsi in compagnia, e riproducono in modo piuttosto grossolano i costumi che indossano.
Purtroppo la scarsa qualità si vede.Questo non significa che tutti debbano spendere centinaia di euro per realizzare il proprio costume, ma semplicemente che ci sono diversi modi di vivere questa passione, nessuno piu giusto dell’altro.
Inoltre la diffusione di siti internet in cui i vari cosplayer del mondo mostrano le proprie creazioni spinge ad uno spirito di emulazione non indifferente.
E per finire aggiungerei che anche l’arrivo del Wolrd Cosplay Summit e la possibilità di viaggiare gratuitamente una settimana in Giappone e rappresentare il proprio paese, esercitano sui cosplayer un’attrattiva non indifferente, che li spinge a migliorare sempre di piu costumi e performance e , ovviamente, acuisce lo spirito di competizione , che nei primi anni di diffusione era molto piu ludico.

 



Come vedi il cosplay in Italia, in che modo il fenomeno è diverso rispetto a quello che si è diffuso negli altri paesi, e che futuro vedi per il cosplay?
Il cosplay in Italia è praticato in maniera continua forse da un paio di centinaia di ragazzi/e.
Non molti per la verità. Sebbene alle varie convention, quella di Lucca in primis, si sfiorino picchi di mille cosplayer al giorno.Ma anche tra i cosplayer occasionali si vedono buoni lavori, sebbene, è evidente che solo con l’impratichirsi, quindi solo con una certa continuità, si ottengano risultati di un certo livello.
La qualità dei cosplayer italiani è molto altalenante a mio avviso. Generalizzando possiamo dire che ci sono alcuni veterani che sono sempre una garanzia di qualità, ma molti adolescenti che si avvicinano a questa passione, lo fanno esclusivamente per divertirsi in compagnia, e riproducono in modo piuttosto grossolano i costumi che indossano.
Purtroppo la scarsa qualità si vede.Questo non significa che tutti debbano spendere centinaia di euro per realizzare il proprio costume, ma semplicemente che ci sono diversi modi di vivere questa passione, nessuno piu giusto dell’altro
E ognuno opera le proprie scelte in tal senso.
Credo che questo pensiero valga a grandi linee anche per il resto d’Europa, sebbene metterei su un gradino piu alto i cosplayer francesi.
Altro discorso va fatto per America e Giappone.
In Giappone, essendone la patria, il cosplay si pratica con tutti i crismi, non si bada a spese e i risultati sono oltremodo eccezionali( poi come diceva un mio amico i giapponesi devono avere un qualche gene particolare che li rende credibili anche con le parrucche piu assurde!!!) .In America i cosplayer sono talmente tanti , data la vastità del continente, che pregi e difetti sono riprodotto su piu ampia scala.
Dico solo che sul versante supereroistico e filmico non hanno eguali.

Le differenze variano da paese a paese.
Se in Francia,Germania e in Spagna possiamo dire che i nostri colleghi vivono il cosplay suppergiu allo stesso modo, ma senza raggiungere se non in casi isolati i picchi dei cosplayer italiani,in Mexico nel corso degl ianni il miglioramento è stato esponenziale e tangibile.
Da loro "va di moda", passatemi il termine, specie per le ragazze, avere un cosmaker, di solito il fidanzato, che realizza buona parte del costume e degli accessori ad esempio.
In Giappone non esiste il concetto di gara e piu che cosplay è un cosphoto, e così via ^_^

Quanto al futuro...credo che sia gia’ nel suo periodo piu’ prolifico, e spero possa continuare così, a stupirmi delle creazioni altrui ancora a lungo!


Il Cosplay ha cambiato la tua vita? Sappiamo che hai anche scritto un libro sul mondo del Cosplay.
E’ cambiato che ho meno tempo per  “il resto,
Dopo il ritorno dal Giappone e la vittoria mondiale al World Cosplay Summit  è stato un delirio. Partecipazioni a programmi televisivi, interviste, servizi fotografici ( tra cui anche per il mensile Vogue)….
Inoltre faccio parte di una cartoon cover band (Le Canne di Sampei) e giriamo spesso con concerti nei week end,mi capita di essere nvitata a manifestazioni internazionali legate al cosplay come ospite speciale ( Messico, Giappone ecc), ma la proposta più interessante e simpatica che mi è capitata, è stata l’opportunità di incidere delle canzoni per un’etichetta  Eurobeat- la dance nipponica, dove canto in inglese e in giapponese!

Per quanto concerne il libro, suppongo ti riferisca a “Fenomenal Cosplay”
La collaborazione con Alessandro Bottero, che ne è il curatore, è nata per caso durante una cena a Lanciano nel Fumetto, dove eravamo ambo ospiti.
Tra una chiacchiera e l'altra è uscita l'idea di pubblicare un libro a carattere fotografico circa i cosplayer italiani con un apparato semplice e pratico che potesse far avvicinare anche i neofiti.
Detto fatto, due settimane dopo eravamo gia' all'opera sulle bozze e prendevo accordi per gli shooting;)
Ho chiamato a raccolta i cosplayer piu bravi che conosco, anche se alcuni a causa del poco preavviso non han potuto presenziare, e con dei fotografi di tutto rispetto come Demis Albertacci e Bruno Sturman, nella splendida cornice del Parco Sigurta' (Valeggio Sul Mincio - Vr) abbiamo realizzato buona parte degli shooting presenti nel libro.
E' stato un progetto molto interessante, anche se i tempi di realizzazione davvero stretti, e il risultato da onore e lustro alla bravura dei nostri cosplayer!


Quale è il C.P. che ti è piaciuto di più realizzare, quale quello che ti ha dato maggiori soddisfazioni?
Beh, sarà banale, ma ovviamente  l’arpia Silen di Devilman, il costume con cui ho vinto il World Cosplay Summit 2005 a Nagoya.
Che soddisfazione più grande ci potrebbe essere che ricevere il premio dalle mani di Leiji Matsumoto?
La scelta dei personaggi è sostanzialmente influenzata da vari fattori.
Se il costume fa parte di un gruppo, ovviamente le parti vengono assegnate a  seconda delle preferenze di ciascun partecipante, e alle volte ci si adegua di conseguenza.
Se invece decido di realizzare un costume in autonomia, cerco, in linea di massima, di interpretare personaggi con cui ci sia almeno una vaga attinenza fisica (altezza, colore della pelle, corporatura, capelli ecc.) e soprattutto personaggi che mi piacciono particolarmente sia per indole che per aspetto.
Come il Barone Ashura che ho scoperto essere un vero must quando sono stata in Messico ospite della convention TNT.


Quali sono le qualità migliori per un cosplayer?
Innanzitutto direi tanta voglia di sperimentare e mettersi in gioco.
Fare cosplay significa avere voglia di mettere alla prova le proprie capacità, non solo sul piano strettamente sartoriale, cui spesso mamme o parenti zelanti ci vengono incontro, ma anche prettamente manuale.Ci si può trovare ad avere a che fare con la fabbricazione di armi, scettri, diademi ed altri ammennicoli di varie fogge e materiali, e in qualche modo bisogna ingegnarsi.
Questo aspetto a mio avviso è molto stimolante, e credo sia proprio la progettazione e la ricerca dei materiali e delle stoffe giuste la fase che prediligo. 
Inoltre bisogna fare attenzione nella scelta del personaggio.
Meglio lavorare su qualche personaggio che non solo sentiamo affine ma che, per quanto possibile, ci sia somigliante. Ovvio che lenti colorate, parrucche e altri escamotage ci vengono abbondantemente incontro, ma avere una buona base di partenza aiuta non poco.
Oltre alla fattura del costume inoltre non va trascurata l’interpretazione, ovvero la parte “player”, quella cioè che ci fa immedesimare nel personaggio, muoverci e atteggiarsi esattamente come lui.
Questo evidentemente implica una conoscenza approfondita anche del carattere, delle movenze e della gestualità che gli appartengono. Tra l’altro mediamente un cosplayer posa per qualche centinaia di foto a ogni fiera, e spesso gli stessi fotografi esigono una posa plastica dal loro beniamino...non si può certo deluderli no?

Quindi in sostanza direi i punti che seguono

Voglia di sperimentare
Voglia di diventare un personaggio che si ama particolarmente in tutto e per tutto
Voglia di mettersi alla prova
Voglia di divertirsi
Voglia di conoscere gente nuova
Voglia di esibirsi e di saggiare i propri limiti e le proprie capacità
Voglia di migliorarsi e imparare

Quali sono le fiere in Italia e nel mondo che ti hanno colpito di più per organizzazione e atmosfera, quelle che secondo te vanno prese d'esempio per eventi futuri?
A livello italiano senza dubbio Lucca Comics che, essendo la più rinomata per tradizione, nonchè ubicata piuttosto centralmente rispetto ad altre manifestazioni simili, si pone come punto di incontro privilegiato per i cosplayer del Belpase da sempre.
Imperdibile insomma.
Ci sono un sacco di eventi annessi , ospiti prestigiosi, iniziative, concerti, spettacoli e poi da quando è stata spostata nel cuore cittadino ha assunto tutta un’altra dimensione.

A livello internazionale, mi è piaciuto parecchio il Japan Expo di Parigi.
E’ una fiera interamente dedicata al Giappone, a 360 gradi, quindi non solo ad anime e manga.
Si vive un’atmosfera davvero nipponica, si possono provare le arti giapponesi ( ikebana, scrittura, vestizione kimono ,arti marziali  e molto altro) , i chioschi vendono cibo japan realted, ci sono una sacco di bancarelle con prodotti tipici e ospiti eccezionali.
Vengono proiettate anteprime esclusive, ci sono sfilate di moda direttamente dal cuore pulsante di Tokyo, Shibuja, cantanti j-pop sulla cresta dell’onda, e ancora molto altro.
Insomma è quello che vorrei fosse fatto qui!


Stai preparando dei nuovi Cosplay per delle fiere a cui parteciperai a breve?
Si sono sempre all’opera con nuove creazioni;mentre pian piano sto rifacendo dei nuovi shooting per valorizzare anche i vecchi costumi, lavoro alacremente , tempo permettendo, per realizzarne di nuovi.
Pescando un po’ dai vari settori : dai miei amati anni 80, ai videogames ai supereroi...insomma un po’ per tutti i gusti ^_^.
Nell’immediato c’è il Principe Sirius ,  il cattivo boazano cornuto di Vultus 5, mentre piu’ in la...beh è una sorpresa ;)

I consigli che ti piacerebbe dare a dei giovani cosplayers, o a persone che si stanno avvicinando al cosplay?
Innanzitutto  avere  tanta voglia di sperimentare e mettersi in gioco.
 Fare cosplay significa avere voglia di mettere alla prova le proprie capacità, non solo sul piano strettamente sartoriale, cui spesso mamme o parenti zelanti ci vengono incontro, ma anche prettamente manuale. 
Inoltre bisogna fare attenzione nella scelta del personaggio.
Meglio lavorare su qualche personaggio che non solo sentiamo affine ma che, per quanto possibile, ci sia somigliante.
Oltre alla fattura del costume inoltre non va trascurata l’interpretazione, ovvero la parte “player”, quella cioè che ci fa immedesimare nel personaggio, muoverci e atteggiarsi esattamente come lui.
Per rompere il ghiaccio , iniziate in gruppo…è molto più divertente!
E se questo non bastasse vi rimando alla sezione

Come si diventa cosplayer del mio sito
 

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