« Una potentissima civiltà industriale, sorta ad est del continente eurasiatico, nel giro di qualche secolo si diffuse in tutto il mondo privando la Terra delle sue ricchezze, inquinando l'aria e plasmando a suo piacimento le varie forme di vita. Questa civiltà mille anni dopo la propria nascita raggiunse il suo apice, a cui seguì un declino improvviso.
Nella guerra nota come I sette giorni di fuoco, le città furono incendiate da nuvole di vapore velenoso. La tecnologia complessa e raffinata del passato era ormai completamente perduta. La quasi totalità della superficie terrestre era divenuta sterile e improduttiva. La civiltà industriale non risorse mai più, e gli uomini si adattarono a vivere lunghi anni di crepuscolo. » Viene introdotta cosi la storia d Nausicaa, l'eroina di un tempo in cui i pochi superstiti dell’olocausto si sono riuniti in piccole e sparute comunità mentre la grande foresta tossica continua inarrestabile a cibarsi del poco terreno fertile rimasto. Nausicaa è la figlia del re della Valle del Vento, ed è dotata di misteriosi e potenti poteri telepatici che le permettono di percepire i più profondi e intimi sentimenti che risiedono nel cuore sia delle persone che degli insetti mutanti che abitano la foresta. La pacifica ed innocua Valle del Vento è improvvisamente, e senza apparenti valide motivazioni, invasa dalle forze dell’Impero di Tolmekia e sarà costretta suo malgrado ad allearsi con le truppe imperiali per combattere il minaccioso ed ostile Regno di Dorok. È utile innanzitutto fare un po’ di chiarezza: di Nausicaä esistono due "differenti" versioni, quella cartacea nella forma di fumetto e quella su pellicola cinematografica come film di animazione. Ed è bene anche chiarire che la storia originale, è la prima. Nausicaä nasce infatti come manga nel febbraio del 1982, per essere proposta a puntate mensili sulla rivista Animage, vera e propria vetrina della Tokuma Shoten (periodico che rivolge la sua attenzione soprattutto agli anime). Nasce soprattutto con la promessa al suo autore che il manga non avrà mai un adattamento in versione animata...[1] una prassi consolidata in Giappone per i prodotti di successo. La pubblicazione durerà ben 13 anni e si concluderà soltanto nel marzo del ’94, interrotta diverse volte dallo stesso autore per dedicarsi alla realizzazione dei suoi film.
Sarà l’opera della sua vita, quella che lo renderà celebre donandogli credibilità; quella che lo maturerà artisticamente e quella che l’affermerà come autore di prima classe. Miyazaki deve molto, a Nausicaä. È il suo primo, vero successo, grazie al quale avrà la possibilità di rendersi indipendente e di imporsi nella spietata industria dell’animazione; da allora infatti, avendo creato un suo studio di animazione, produrrà solo ciò che vorrà, ciò che gli suggerirà il suo spirito e la sua creatività di autore, e le sue straordinarie, fantastiche storie non troveranno più ostacoli nel convincere i produttori ed i necessari (obbligatori) finanziamenti esterni. Un traguardo difficile ed invidiabile da raggiungere, di sicuro la situazione lavorativa e creativa ideale per chiunque desideri potersi esprimere liberamente come autore conquistando spazio alle proprie idee. Solo un sogno per la maggioranza di molti artisti. Un sogno che Miyazaki ha realizzato e concretizzato unicamente grazie alle sue innate capacità e forse, soprattutto per merito della forza ammaliante della sua poetica arte. Il fumetto di Nausicaä, solo in Giappone, ha venduto più di 10 milioni di copie, ed è stato stampato in molti paesi del mondo, tra cui Italia, Francia e Stati Uniti. Il film fu di fatto "estorto" a Miyazaki che era inizialmente restio, come abbiamo già accennato in precedenza, a tramutare in un progetto animato un soggetto nato con precise motivazioni e finalità espressive, per essere narrato esclusivamente come fumetto [2]. Fatto sta che i dirigenti si fecero avanti con un’iniziale proposta basata su un cortometraggio di un quarto d’ora; Miyazaki rifiutò l’offerta, forse fiutando già da lontano le vere potenzialità della sua creatura, e rilanciò offrendo la sua disponibilità per la realizzazione di un film di un’oretta. L’ultimo e decisivo passo lo fece la Tokuma, proponendosi di finanziare una pellicola cinematografica. Nacque il film di Nausicaä. In precedenza abbiamo parlato di "differenti" versioni, ed in effetti gli elementi che caratterizzano i due prodotti si distintinguono per due principali ragioni: la prima, più che evidente, è la datazione che contraddistingue le due edizioni; l’altra è l’invalutabile difficoltà nel trasporre, adattandola, una storia originale in un film. Il fumetto, iniziato nel 1982 si conluderà solo nel ‘94, mentre il cartone animato fu distribuito nelle sale giapponesi nel 1984, quando il manga era ancora era ben lungi dall’essere concluso, e quando Miyazaki ha sviluppato solo una parte della complessa trama, forse senza che neanche lui sappia come evolverà e quale epilogo avrà il suo manga. Le pellicole cinematografiche sono poi studiate per attrarre il maggior numero possibile di spettatori, bambini compresi, e così si decide di semplificare e di addolcire le vicende narrate: i toni tragici e crudi che invece identificano fortemente la versione cartacea, certo di ben più difficile comprensione proprio a causa del suo complesso linguaggio, vengono esclusi, così come alcuni elementi, personaggi o situazioni, stemperati nella loro vivida caratterizzazione cartacea. Viene per esempio del tutto escluso dalla storia il Regno di Dorok, ed il ruolo di nemici viene affidato all’innocuo ed esile popolo di Pejite. Tuttavia, anche se la trama è pesantemente rielaborata e l’intreccio notevolmente semplificato, la storia con misteriosa abilità non perde tutto il suo straordinario fascino colmo di soffuso e toccante lirismo e tutta la sua travolgente e coinvolgente forza epica. Chi ne perde davvero, più di tutti ed in larga parte, sono i personaggi, così ben delineati e sfaccettati nella loro realistica personalità, nel manga; necessariamente "affettati" e semplificati nella loro descrizione psicologica, nel lungometraggio. La principessa Kushana è la figura senz’altro più sacrificata: perde quasi tutto il suo tormentato e articolato profilo caratteriale, il suo carisma e il suo combattutto sentimento per la ragazzina di nome Nausicaä e, come lei (anche se in misura minore), anche l’eroico e impavido Maestro (Lord) Yupa, o il ruffiano e sfuggente Kurotowa. L’unica, forse, ha non essere colpita per ovvie ragioni, è proprio la nostra protagonista. Il film è comunque un capolavoro, ed ancor più apprezzabile proprio per la sua ricercata semplicità che non mina affatto la sua meravigliosa capacità emozionale e il suo prorompente e suggestivo fascino. Il fumetto fu proposto per la prima volta in Italia dalla gloriosa e coraggiosa Granata Press ma l’edizione, sinceramente, non gli rendeva merito. Fu proposto infatti in un formato grande tipo "album", poco adatto al manga, che penalizzava fortemente la resa degli spettacolari disegni, stampato su una carta semilucida e con gran parte delle retinature [3] perse ignobilmente per strada. La Granata fallì ma fece appena in tempo a concludere, con l’ormai introvabile 23esimo volume, le vicende di Nausicaä. L’edizione si evidenziava per le sue bellissime copertine. Ora, dopo anni di palpabile attesa da parte degli appassionati, Nausicaä torna sugli scaffali delle edicole e delle fumetterie. Attualmente è in corso di pubblicazione da parte della Planet Manga, finalmente con la cura e l’attenzione degna di un tale capolavoro. Formato consono, edizione di lusso con sovraccoperta, carta di qualità, stampato in un color seppia come nella versione nipponica e ad un prezzo contenuto, lascia perplessi al limite, molto al limite, solamente per alcune scelte di adattamento: Maestro Yupa al posto del ben più nobile "Lord", e "mehve" e "ohmu" invece dei loro rispettivi arrangiamenti in italiano. Temiamo però si tratti solo di una misera e malinconica sensazione data dai ricordi di passate letture e visioni, tanto amate, e l’effetto si diraderà presto. Anche del film esiste una versione italiana. Trasmesso parecchi anni fa sulla RAI e mai più riproposto (fatto che fa tanto pensare ad un clamoroso errore di programmazione...) è di difficile se non impossibile reperibilità. Esistono delle copie "casalinghe" che girano nel mercato degli appassionati, ma la qualità dell’immagine e del sonoro sono pessime, visto che si tratta di registrazioni ormai decennali copiate e ricopiate. Si attendono segnali confortanti dalla Buena Vista che ne detiene i diritti, ma finora l’attenzione per i prodotti di Miyazaki appare alquanto latente. Anzi, puzza piuttosto di meschino boicottaggio, mirato a non far deviare l’attenzione del suo enorme pubblico verso il brillante mercato del Sol Levante. Ma questa, ovviamente, è solo una maldicenza di chi vi scrive. Nausicaä è un personaggio dell’Odissea di Omero. Principessa dei Feaci, era una ragazza bellissima, amante della vita, della natura, e dotata di una fervida fantasia. Adorava cantare ed ascoltare il suono dell’arpa piuttosto che rivolgere le sue passioni ad oggetti più materiali. Salvò Odisseo e curò le su ferite quando questo fu trascinato a riva dalla corrente. Temendo che la ragazza potesse innamorarsene, i genitori della giovane spinsero Odisseo a ripartire e lei rimase ad osservare il suo vascello fino a quando non scomparve all’orizzonte. Non si sposò mai e finì per viaggiare di corte in corte come il primo menestrello donna della storia, cantando di Odisseo e delle sue avventure.